I DISTURBI DELL’APPARATO DIGERENTE
Sono diversi, e sempre più numerosi, i disturbi che possono interessare l’apparato digerente, a vari livelli: problematiche di cattiva digestione o dispepsia, disturbi a carico dello stomaco, tra cui Gastrite, Malattia da Reflusso-Gastroesofageo
(MRGE), Ulcera, oppure a carico dell’intestino, che vanno da sintomi come stipsi e diarrea fino ad arrivare a Sindrome del Colon Irritabile o Colite spastica e Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (Morbo di Crohn, Rettocolite Ulcerosa).
Concorrono allo sviluppo di queste problematiche, in maniera più o meno rilevante, svariati fattori, tra cui:
Errata alimentazione con cibi irritanti, pasti troppo abbondanti e di difficile digestione.
Obesità, anche per via del grasso addominale che premendo sullo stomaco favorisce, ad esempio, il reflusso acido all’esofago.
Sedentarietà, con conseguente rallentamento dello svuotamento del tubo digerente (stitichezza) e difficoltà digestive.
Fumo, poiché disturba la funzionalità della valvola tra esofago e stomaco e aumenta la secrezione dei succhi gastrici.
Stress psico-fisico, che favorisce una iperproduzione dei succhi gastrici e alterazione dei movimenti involontari del tubo digerente.
Ernia iatale, ovvero una condizione in cui la parte superiore dello stomaco si sposta verso l’alto, in direzione del petto, determinando l’insorgenza dei sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo.
Helicobacter pylori, batterio in grado di annidarsi e sopravvivere nell’ambiente gastrico e responsabile di un’infezione particolarmente diffusa, tanto da interessare circa la metà della
popolazione mondiale.
Tra i farmaci più prescritti per la gestione dei disturbi gastrici, trovano posto sicuramente gli inibitori di pompa protonica o IPP (omeprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo,
rabeprazolo). Se usati per un breve periodo, gli IPP sono sostanzialmente sicuri, anche se, come qualsiasi altro farmaco, possono indurre effetti collaterali di solito transitori e reversibili
(cefalea, nausea, dolori addominali, costipazione, flatulenza, diarrea, rush cutaneo). Nel lungo termine possono, invece, causare effetti più severi, come un ridotto assorbimento e conseguente carenza di micronutrienti (Vit. B12, Magnesio, Calcio), con derivante aumento del rischio di fratture, possono favorire lo sviluppo di infezioni intestinali (Helicobacter pylori o Clostridium difficile) e di SIBO (Sindrome da Sovracrescita Batterica Intestinale), predisporre all’insorgenza di polmoniti e di malattie renali.
La digestione comincia ancora prima dell’inizio del pasto, con quella che viene definita “fase cefalica”: il cervello riconosce stimoli esterni e interni correlati al pasto, come la vista, il profumo, il gusto, il pensiero del cibo, e predispone l’apparato digerente per la digestione. In questa fase aumenta la salivazione, la cosiddetta acquolina in bocca, la secrezione dei succhi gastrici e si attiva tutto il tubo digerente.
Il nostro intestino è popolato dalla flora intestinale o, più correttamente, dal microbiota intestinale, un complesso sistema ecologico costituito per lo più da batteri (circa 100 trilioni di batteri, di 500 specie diverse) ma anche da funghi, lieviti e, persino, virus, tutti chiamati a svolgere attività fondamentali per l’organismo, come assorbire le sostanze, produrre vitamine essenziali per la salute (vitamina B e K), permettere l’assorbimento di minerali (ferro, calcio e magnesio), e mantenere attive le difese del sistema immunitario.
In Italia, la prevalenza dei sintomi da Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo, di entità e frequenza variabile, riguarda il 44,3% della popolazione e interessa tutte le fasce di età, a partire dall’età neonatale, con un interessamento di più del 3,3% di tutta la popolazione pediatrica e del 4,4% nei soggetti di età inferiore ai 20 anni.
È ormai dimostrata l’esistenza di una stretta connessione, bidirezionale, tra l’apparato digerente e il cervello, definita asse intestino-cervello. I fattori psicologici influenzano notevolmente le contrazioni intestinali, la secrezione degli enzimi digestivi e altre funzioni dell’apparato digerente e, a sua volta, l’apparato digerente influenza il cervello. Ad esempio, disturbi come la sindrome dell’intestino irritabile o la colite ulcerosa producono un impatto sulla sfera emotiva, comportamentale e sulle funzionalità quotidiane.
Per favorire la funzionalità del sistema digerente e la regolarità del transito intestinale ci viene in aiuto il Mastice di Chios, anche noto come Mastiha. Si tratta di un rimedio: È una resina aromatica ottenuta dal tronco e dai rami dell’albero del lentisco (Pistacia lentiscus L. var. Chia) che cresce nell’isola greca di Chios.Raccolto da più di 2500 anni, è noto fin dall’antica Grecia per le sue proprietà benefiche. Il riferimento storico più antico circa il suo uso sembra essere quello di Erodoto (V sec. a.C.), che illustra la masticazione del fluido resinoso essiccato secreto dalla corteccia del lentisco.
La coltivazione e raccolta del Mastice avviene secondo una procedura tradizionale estremamente laboriosa, che richiede accurate cure durante tutto l’anno da parte di uomini e donne impegnati parimenti nelle varie fasi e che viene tramandata di generazione in generazione.
La letteratura scientifica, sulla base di numerosissimi studi su cellule in vitro, in modelli animali e trials clinici, ha dimostrato che il Mastice di Chios possiede le seguenti proprietà benefiche per la salute dell’organismo a vari livelli.
Aiuta l’eradicazione dell’Helicobacter pylori, potenziando anche l’azione della terapia antibiotica e contrastando fenomeni di antibiotico-resistenza.
Aiuta a preservare la salute del cavo orale, costituendo un benefico coadiuvante nella prevenzione della carie e nella prevenzione/trattamento delle malattie parodontali.
Aiuta ad alleviare i problemi digestivi, dando sollievo ai sintomi nei pazienti con dispepsia funzionale e Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo (MRGE).
Aiuta a curare le ulcere, grazie alle proprietà lenitive e protettive nei confronti delle mucose.
Migliora la qualità di vita nei pazienti con Sindrome del Colon irritabile (IBS) e con Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, dando sollievo ai sintomi, grazie all’effetto benefico sulle cellule epiteliali intestinali e alla capacità di promuovere il recupero della biodiversità del microbiota, agendo come prebiotico.
Agisce come alleato per la salute cardiovascolare e metabolica, per via dell’azione di regolazione del profilo glicemico e lipidico, soprattutto nei soggetti sovrappeso/obesi.
Aiuta a contrastare la steatosi epatica non alcolica, il cosiddetto “fegato grasso”.
